Si deve ancora concludere la complicata questione dei campionati e delle coppe per i professionisti del rugby in relazione alla stagione 2019-2020, ma Union Riviera Rugby domenica 26 luglio è già impegnata con…il Jiu Jitsu brasiliano. Intanto, a livello italiano, a parte le franchigie federali del Pro 14 e, poi, la nazionale, nulla è proprio certo. In ogni caso, nessuno se ne sta in panciolle. Non è rugbistico. Si è morso il frano fin troppo durante la serrata generale da pandemia. Union Riviera Rugby non è da meno e ha già iniziato i momenti di preparazione focalizzati su svariate applicazioni di schemi di gioco. Ci sono molti giovanissimi accanto ad una sparuta, ma convinta “vecchia guardia”. Anche i ragazzi che hanno giocato, salendo dalla under 18, per una o più stagioni, i sophomores, come direbbero negli Stati Uniti, sono in fondo carneadi e c’è il problema del dover ritrovare una identità per il gruppo. Cosa basilare nel rugby. Profittando del bel manto erboso del Pino Valle, si sta formando il gruppo, in attesa di notizie più chiare in merito alle modalità di ripresa dei campionati. La Union è sempre iscritta alla C1 nazionale, del resto, ed è una cosa seria. Oltre al consueto lavoro di applicazione tra preparazione fisica e gioco di attacco o difesa, la società ha deciso di creare brevi ritiri presso l’accogliente struttura del campo imperiese per poi andare a “scoprire” altri sport o situazioni, in cui l’applicazione del sistema team building sia foriera di miglioramenti anche individuali oltre che di coinvolgimenti sociali. È il caso di quello che è successo domenica: un folto gruppo di corsari, guidati dal tecnico-giocatore Davide Pozzati e dal capitano Paolo Novaro, ha sostenuto un corso di formazione presso la palestra Tribe Jiu jitsu Imperia, in Via dei Gelsomini. Qui hanno incontrato gli istruttori Niccolò De Paolo e William Aschero. Ne è venuta fuori una lezione di avvicinamento al Jiu jitsu brasiliano: una dimensione sportiva sì derivata dal mondo delle arti marziali giapponesi, ma di fatto adattata ad uno stile di combattimento e di vita in cui la forza è legata all’intelligenza dei movimenti. Ne consegue il confronto con le fasi di confronto nel contesto rugbistico, a partire dalla ruck. La lotta a terra o con avversario passivo è una determinante comune e quindi si sono esaminate le tecniche più utili per una maggiore performance anche di fronte ad atleti più dotati fisicamente. Difesa, punti di incontro e conquista della palla sono state fasi problematiche per la Union in tempi recenti. Da qui la necessità di lavorare al miglioramento del contatto. E, dunque, ben venga l’innovazione e l’esplorazione di nuove possibilità, di nuove frontiere per assurgere ad un gioco che veda la palla in mano ai corsari.

 

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