Così piccoli eppure così coraggiosi. Ultima domenica di maggio, festa del minirugby a Genova e tutte le società liguri presenti.  Lo stadio Carlini di Genova incute sempre un po’ di timore, all’inizio, perché è uno stadio vero, originariamente polisportivo, ora con fondo sintetico di qualità. Gli under 6 di Imperia Rugby sono piccoli, piccolissimi. Dei veri pulcini, ma a quanto pare non si spaventano più di nulla. Per loro è stato importante uscire dalle conosciute ed amate sponde della Liguria di Ponente. Non più volti e paesaggi noti, ma la gita sportiva a Genova. Una prima volta che difficilmente dimenticheranno. E non è stato facile. La domenica 28 è stata una domenica anomala a livello climatico. Il rugby con il grande caldo non è facile e ci vuole tutta l’esperienza dei genitori e del tecnico Giovanni Lisco per qualche accorgimento di sicurezza. Ad esempio, sempre la testa bagnata. Il Carlini è un vero e proprio catino, ma i ragazzi hanno risposto bene, perché per loro è stata dura fin dalla mattina, con una sveglia alle 6.30 e una partenza da Imperia alle 7.30. In campo alcuni habituès, come Gioele, Nicolò,  Simone, Manuel ed Ivan, cui si aggiungono i piccolissimi Francesco e Leo. I confronti sono classici, avendo di fronte due società genovesi o quasi. Il Cogoleto e ovviamente i padroni di casa del Cus Genova, più le Api di Mele, i valligiani. La base di reclutamento dei padroni di casa è ampia e infatti Cogoleto e Cus propongono due squadre. Gli imperiesi hanno l’ardore di battersi con avversari, stanchezza e sole. Perdono con onore di fronte a Cogoleto e Cus Genova, ma reagiscono con le Api. Questo atteggiamento è positivo ed è figlio di una stagione di lavoro sui fondamenti mentali e comportamentali del rugby e della vita. E così è partitona, persa di una sola meta all’ultimo secondo. Le mete sono state segnate da Giole, Manuel, Nicolò e Simone.

Chiosa Giovanni Lisco: “Molto bene, sono soddisfattom siamo stati gli unici a fare gioco e muovere la palla con passaggi non proprio coretti,  ma si concretizza il progetto di operare il sostegno, che è un caposaldo del rugby. Per me i giovanissimi atleti sono stati bravissimi, e per me il loro impegno si dee concretizzare nel divertimento, nel fare amicizia tra di loro e con gli avversari in un contesto ludico”.

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